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giovedì 3 luglio 2008

Flush

Ho deciso che tutte le mie prossime pause pranzo in solitaria saranno dedicate al recupero di questo blog, ormai degradato dal tempo. E partirò proprio dalla mia mancanza di tempo, e dalla mia ormai dichiarata incapacità di gestire la vita al di là del lavoro. Non riesco più a gestire le sveglie mattutine. I week-end sfuggono di mano e vedo il meraviglioso Diego sempre per un tempo davvero troppo ridotto. Non riesco più a passare un'intero pomeriggio con mia sorella, il cinema è come se ormai non ci fosse, e qualche amico lo vedo semplicemente per caso. Bene. Oggi dovendo tagliare i capelli non ho avuto sufficiente tempo per fare la barba, ora mi pizzica un po'. Benissimo. Temo che tutto ciò sia solo una conseguenza del continuo viaggio Perugia-Roma e Roma-Perugia, la soluzione più semplice sarebbe evitare per quanto possibile il viaggio stesso, ma non è né credibile né fattibile. L'alternativa che si affaccia è quella già impugnata dal saggio Gozzi, decidere indipendentemente dal mondo cosa fare del week-end e delle feste comandate aspettando soltanto di vedere se qualcuno ha le stesse idee. Sinnò pacienzia. Ecco, mi sembra una vita più logica e condivisibile. Senza organizzazioni altrui, senza cellulari che squillano per un pomeriggio e senza far torto a nessuno. Senza rispondere ai cellulari se squillano. Sarà un mondo migliore e con una persona meno nervosa tra il venerdì e la domenica. Intanto corro a preparare il mio caffè del pomeriggio e lascio un saluto al mondo intero

sabato 8 marzo 2008

Pacificamente


La malattia, la cosiddetta pacifica, arranca e lentamente ne uscirò, forse per la metà della settimana che incombe. Maledizione. Ma ormai non conviene lamentarsi troppo, preferisco la semplice imprecazione alla lamentela. Oggi nel vano tentativo di ricercare un vecchio cd ho ritrovato un playmobil del galeone dei pirati, quello col fez marocchino, quello che stava in cima all'albero maestro della nave. Secondo me chiaramente il più bello di tutti. Non ricordavo quanto mi piacessero i pirati da piccolo, molto, ora che ricordo. Li guardavo disinteressatamente prima di leggere il corsaro nero, il vero e proprio libro della svolta. Prima non leggevo quasi per niente e prima non mi interessavano i galeoni da mettere nella vasca del bagno. Ma con quel libro è iniziata una passione dell'infanzia con il vestito nero, da corsaro, indossato a carnevale, con la benda e il mantello. Lo spadino alla destra di un bambino impacciato anche perché cieco da un occhio e con i baffi finti disegnati. Le feste del martedì grasso a scuola erano divertenti camuffato così, da fuorilegge e ribelli, immagino di aver avuto il mio fascino anche se limitato da un solo occhio libero. Temo però che sia soltanto immaginazione, diciamo pure che non ero il più ambito delle sezione A del Giovanni Cena. Chissà però com'è che tanti bambini rimangono affascinati dalla figura del pirata, chissà se è la vita in mare, le spade, i colori dell'abbigliamento o semplicemente l'oro. Magari sotto sotto nei bambini cova un'idea di ribellione, una lotta contro un potere dispotico descritta sommariamente dalle gesta dei pirati di Salgari, magari è questo il fascino che si cerca con una benda all'occhio e lo spadino di plastica. Ma ora basta passioni infantili, il sonno incombe, un saluto al mondo sano che pasteggia limoncello, io proverò a seguirne l'esempio con un misurino di sciroppo e domani sarò un uomo migliore

domenica 30 dicembre 2007

Vorrei la voce forte che non ho...

Torno al blog e annuncio al mondo la mia malattia di fine anno, come da tradizione e come da imbecille. Temo di aver sentito freddo, temevo il raffreddore e invece è febbre con tutte le madonne del caso. Per l'ennesimo capodanno sarò malato, credo che sia un fenomeno da studiare, sospetto che nessuno sia bravo come me nell'ammalarsi attorno al 31 di dicembre. Vabbè, me ne farò una ragione, domani comunque chiamo il roseo dott.Paoletti e vediamo che si può fare per rimettersi in tempi brevi. La voce scarseggia, respiro a fatica e ho una piacevole sensazione di caldo, ma mi consolerò scaricando tutta la discografia di Pierangelo Bertoli. Domani punto a un post intenso e fastidioso, come il pizzicore che ho in gola. Un saluto al mondo conosciuto, stateme bene voi che potete

domenica 11 novembre 2007

Ispirazione

Voglio dedicare la striscia a mia sorella e Luca, si dice che qualcuno inizi a rimanere commosso vedendo i bambini a scuola. Sono storie belle, ci rifletto e quasi quasi mi commuovo anch'io...

sabato 3 novembre 2007

too many week-ends

Non ricordo di aver già pubblicato questa meravigliosa striscia di Calvin, sospetto che sia una delle mie favorite, sospetto anche che molti de li amici mia già avranno goduto di queste parole di Calvin e Hobbes. Finalmente è arrivato novembre e io inizio a sentirmi quasi sulla via del ritorno, quasi. Passerò le prossime settimane a spasso per il nord, rispettivamente in Aalborg e Brema. Rispettivamente per un corso e per un periodo di approfondimento sulla turbolenza non meglio specificato. Mi dispiace della latitanza di queste giornate, ma un approccio lavorativo sbagliato di questi tedeschi mi ha condannato a girare soltanto in bicicletta per qualche giorno, rubando tempo ai miei piaceri personali, in particolare a queste pagine verdi e oro. Se bisogna sistemare la strada che porta alla mia villetta, perché non si può fare un pezzo per volta? Valli a capi' a questi...Come state caro mondo del sud? Voglio anche dedicare una riga di rigraziamento e assoluta gioia agli amati Patti, Pampa e Cla per i biglietti acquistati solo nella speranza di raggiungermi in questa campagna sotto al livello del mare. Qua è esploso l'autunno, non ha portato via le zanzare, non ha portato piogge monsoniche, ma solo qualche cenetta tra amici e colleghi. In particolare ho appena riportato l'ultima fatica fotografica e culinaria a casa di Alessandra. E come promesso lascio qua di seguito una breve descrizione delle bratkartoffeln, come il sottoscritto raccomanda, le dosi purtroppo le faccio a occhio e non posso riportarvele, ma come capirete non sono essenziali.
Dunque munitevi di patate, pancetta, cipolla e olio di oliva. Cercate possibilmente una pentola di ferro in cucina, altrimenti le comuni antiaderenti funzionano bene lo stesso e forse meglio. Iniziate a pelare le patate e a buttarle in una pentola con acqua fredda, fatele bollire poi bollire per almeno una ventina di minuti. Mentre le patate bollono tagliate la cipolla a fettine insieme alla pancetta e iniziate a buttarle in padella aggiungendo un po' di olio, ma non accendete il fuoco alla padella. Appena le patate sono bollite tiratele fuori e iniziate a tagliarle a fette buttandole in padella con la pancetta e la cipolla. Quando avete riempito la padella accendete il fuoco e fate rosolare tutto per bene, le patate dovrebbero arrivare a fare una leggere crosticina fuori. Ovviamente più pancetta mettete e più viene saporito il tutto. Semplice e pesante come da tradizione tedesca. Mentre scrivo, la radio dell'internet cafè manda sorprendentemente la canzone llorando por Granada, ne rimango commosso e sorpreso salutando la mia amata comunità perugina e salentina in questo primo fine settimana di novembre, stateme bene e pensateme. Presto un'altra cucina col cavolfiore, ma intanto scappo in strada a mostrare le nuove scarpe e a catare in spagnolo, e ripeterò fiducioso il titolo del post, quello che mi ha detto Tanja riferendosi al mio tempo già passato qua! Tschüss

sabato 8 settembre 2007

Un piccolo ciclista pelato

Al mio ritorno da questo piccolo angolo di mondo sotto al livello del mare, nascerà un maschietto. Credo che tra Foligno e 'l Ponte impazzi la corsa al nome. Mia sorella e Luca sostengono che sarebbero stati pronti per una femmina, ma un maschio li spiazza. Non sanno che nome poter scegliere, io ho proposto Holger che da questi parti va per la maggiore, ma saggiamente hanno rigettato la proposta. Così lancio un appello alla comunità dei bloggers affiché li possa aiutare. Io mi cullo in questa giornata dal cielo grigio pensando a come sarà il piccolo che sta per nascere. Sicuramente sarà un uomo di sinistra, bello come lo zio e soprattutto pelato. Rosa e liscio. Un bambino da mia sorella riesco ancora difficilmente ad immaginarlo, ma è bello anche provare soltanto a farlo. Qua tutti i bambini vanno in bicicletta e indossano un caschetto come quello di Bugno durante le cronometro, forse potrebbe essere proprio quello il mio primo regalo. A dire la verità i bambini hanno anche una fantastica bandierina arancione che sventola sopra le loro teste, credo perché possano essere visti anche da lontano. In queste giornate di inizio anno scolastico li incontro la mattina mentre vado all'ufficio, sono diligenti e stanno i fila, ma se li sorpassi ti suonano e fanno un corsa con te. Arrivi in ufficio già allegro e pronto a sorseggiare caffè brodoso per otto ore. Così da quando mi hanno detto che sarà un maschietto lo immagino in bicicletta pronto a fare delle corse lungo la strada di scuola. Ma che bello, un piccolo ciclista pelato

sabato 28 luglio 2007

Domani...


Il gatto giace stecchito, al di là delle porte chiuse l'aria condizionata impazza e il timore di ripercussioni funeste sul mio delicato equilibrio respiratorio mi preoccupa. A dirla tutta non sento tutto questo caldo di cui si parla, consumo birrette chiare e leggere con la facilità di un'idrovora, ma mi sento bene. L'unica cosa assillante sono le mille domande che continua a farmi da ieri sera la mamma, domande apparentemente inutili e fastidiose, che appena proposte annoiano anche lei che così evita di ascoltare la mia risposta. Non capisco perché lo faccia, sa che non sopporto 'sta cosa, lo sa e si ostina a continuare. Tutto è iniziato con il trasloco di mia sorella nel Folignate, credo che fondamentalmente le manchino i figli, così evito di risponderle male e mi concentro sulla cucina. Ho deciso che da grande sarò un cuoco superbo, ho deciso anche che inizierò a pubblicizzare su queste pagine la mia attività culinaria. Oggi apro la nuova rubrica con il pesto, sperimenterò la ricetta tra Grottaferrata e Rocca di Papa in settimana, da una rapida ricerca nella rete credo di potercela fare. La pasta e i primi sono dei piatti abbastanza semplici da cui partire, il pesto sembra anche uno dei più semplici. Presunti esperti dicono che basti basilico, parmigiano, pecorino, olio, sale e pinoli. Sembra facile, sono convinto di potercela fare. La mamma però passa e smonta sul nascere queste velleità culinarie, si mette a ridere con presunzione e non mi incoraggia. Ma non dovrebbe funzionare diversamente l'educazione di un figlio? Comunque ce la farò, stupirò tutti e sfornerò cucine prelibate. Comincerò a prendere spunto dalla cena di questa sera, ancora sospesa in un'attesa che data l'ora lascia un'ombra di preoccupazione, domani forse scriverò qualcosa di più interessante. Domani...

venerdì 22 giugno 2007

firefly

Mi ritrovo stanco dopo una giornata passata sotto il sole e non capisco come mai questo caldo mi sta finendo. Forse dovrei dormire di più. Negli ultimi giorni mi sono ritrovato alle 6 di mattina gli operai della comunità montana a potare gli alberi che dividono la mia bella finestra dal campo di grano. Così con la luce che filtra tra le persiane e le motoseghe che ronzano finisco col dormire poco, maledizione. In compenso stasera ho avvistato la prima lucciola della stagione estiva e ho espresso un desiderio. Trovo che esprimere i desideri sia un piacere semplice, un attimo in cui allontanarsi dai pensieri del lavoro o della vita e dillettarsi. Mi è sempre piaciuta l'ingenuità che ci porta sotto sotto a confidare per qualche minuto nella realizzazione di quanto appena sussurrato al passaggio di una cometa. Augurarsi che possa spuntare fuori una coda da tigre grazie ad una lucciola è umanissimo. Sperare che da domani qualcosa cambierà migliora l'attesa per il giorno successivo, io so che domani è già venerdì, la comunità montana poterà qualche altra pianta lontana dalla mia finestra, mentre la giornata lavorativa passerà velocemente tra un tetto e l'altro e chissà cosa ci sarà di nuovo

mercoledì 9 maggio 2007


Maledizione, avrei voluto scrivere degli attimi persi, quelli in cui dovresti fare qualcosa e non la fai, per pensarci meglio e per paura, ma così ti perdi l'attimo e ti perdi, tu con la tua incertezza. Mentre cerchi le parole giuste l'attimo di usarle se ne va, porca miseria. E il peggio è che ne dovrai trovare delle altre perché le tue parole sono appena state usate da chi quell'attimo non l'ha perso. Mentre le cerco nel vocabolario dei sinonimi e dei contrari, sorrido alla striscia di Calvin e auguro a tutti un meraviglioso tentativo di fuga dagli obblighi del nuovo giorno, che vada bene o meno conta poco. E' bello pensare semplicemente al momento in cui ci si proverà

giovedì 12 aprile 2007

il titolo non c'è


Forse è la volta che riuscirò a liberarmi di questi maledetti lavori del master, forse no, comunque vada alla prossima reincarnazione voglio diventare un dittatore e decidere ciò che è bene e ciò che non lo è. I master non lo saranno, continuerò poi abbattendo la parte squallida di Praga e dichiarando fuori legge i boy-scout, probabilmente dando più potere alle giovani marmotte fino a quando non mi manderanno a letto. Tornerò a scrivere qualcosa di decente presto, comunque

venerdì 30 marzo 2007

stagiaire


Mamma mia quanto tempo è che non torno a scrivere, ma oggi già sono più allegro e meno stanco. Sarà che inizio a mettere insieme i cocci del master e magari sarà anche il paio di giorni a casa che mi hanno concesso un po' di riposo e qualche ora di sonno in più. Tra tutto ciò mi è arrivata l'email di un giovane ingegnere neo-laureato che chiede di poter fare uno stage al mio studio. Ora, a parte il fatto che nemmeno so dove mettere un'altra persona visto che lo studio non esiste, ma se siamo arrivati a questo punto vuol dire veramente che la situazione del lavoro in Italia è molto peggio di quello che posso soltanto immaginare. Credo che si sia toccato il fondo, ancora non ho risposto a questo ingegnere, ma domani cercherò di farlo e di spiegargli perché non posso prenderlo a fare uno stage. Comunque mi dispiace. Ormai i neo-laureati si offrono per stage ai privati, ma l'approccio non dovrebbe essere semplicemente l'opposto? Io ho bisogno di un qualsiasi lavoratore e lo cerco, metto annunci, faccio colloqui, richiedo un curriculum dietro l'altro, già che ci sono a quei quattro candidati che mi piacciono gli faccio fare anche un test psicologico e poi li faccio scannare tra di loro i quei miserabili colloqui di gruppo. Ma così non va più bene niente, non si può ridurre gente che ha studiato 20 anni a elemosinare uno stage, costringerli a passare da una specializzazione ad un'altra senza lasciare una prospettiva, non si può e basta. Sarebbe ora che qualcuno in parlamento se ne rendesse conto, invece nessuno parla più di lavoro e di diritti dei lavoratori. Si fanno soltanto campagne propagandistiche sulla sicurezza dei lavoratori, ma nessuno dice più niente su una situazione che non offre un po' di dignità a nessuno. Sembra che offrire contratti temporanei o collaborazioni sia ormai un piacere che fa il datore di lavoro, se fossi un datore di lavoro giuro che mi vergognerei solo a offrire un contratto temporaneo dopo un periodo di stage. E poi pare che il problema di questo paese siano le coppie di fatto o i dico, chissà se i parlamentari scenderebbero i piazza per qualche diritto in più sui posti di lavoro. Domani comunque riscriverò a questo ingegnere, per ora sogni d'oro a tutti e anche a me

mercoledì 7 marzo 2007

Cookies


Stasera mi si è fatto tardi, ma ho voglia di lasciare due strisce dedicate all'immaginazione e alla capacità di usarla, non aggiungo altro che ho bisogno di Voltaren per il mio alluce...

lunedì 26 febbraio 2007

Ipse dixit

Mi aggiro sgranocchiando uvetta, mele e zucchero impastati nella farina di mais. Cotti nel forno. Un dolcetto unto come ce ne sono pochi, probabilmente perché la nonna ha messo troppo olio a 'sto giro. Stasera mi ritrovo sereno senza aver un solo lavoretto da fare, un particolare schema da stampare o roba simile. Non li ho per scelta, mi sono stancato di stare a rincorrere sempre i lavori, ora i tempi li detto io. Credo anche che farò perdere dei contributi a qualcuno particolarmente insistente, di quelli odiosi che ti chiamano due volte al giorno. Purtroppo per loro non farò in tempo, tanto non sono clienti miei. Già uno l'ho puntato, mi sa che gli faccio pagare tutto l'impianto e poi non mando via la fine lavori e così non becca nemmeno un centesimo. Così si sveglia e impara a lamentarsi sempre di tutto. Personalmente detesto essere insistente o sentirmi invadente e ora cerco di farlo capire anche a qualcun altro. In compenso darò molto più spazio ai miei personalissimi piaceri, l'ho deciso nel momento in cui chiedendo un solo favore per evitare di essere sommerso dalle pratiche mi hanno risposto che dovevano andare in banca perché domani è martedì e andarci domani sarebbe stato un problema. "Fare investimenti di martedì...". Né di vene né di marte, né si arriva né si parte. Così ho deciso di prendermela con calma, se poi sono in ritardo non mi venissero a chiedere niente, anzi se mi dicono qualcosa rispondo che purtroppo sono abituato a fare le cose, ogni cosa, con calma, è una scelta personale, una di quelle scelte di vita su cui nessuno può discutere. Scelta di vita, ecco. Chi va piano va sano e va lontano. Ma 'n' ariva mai. Arivassero da soli allora. Per di più da oggi pare che dovrei pure firmare i progetti di isolamento acustico e prenderci quattro lire, già che ci sono mi farò anche l'assicurazione per eventuali denunce se qualcuno dovesse mai lamentarsi del mio progetto e chiedere risarcimenti legittimi al costruttore e di conseguenza al progettista. Certo. Per fortuna che sono un uomo sereno, almeno fino a un certo punto. E serenamente aprendo la posta elettronica rimango stupito quando il comitato organizzatore del convegno sulle biomasse dell'ultima settimana mi manda la possibilità di scaricare le presentazioni dei relatori. Sorprendente, in genere lo promettono sempre e non lo fanno mai. Apro per curiosità un curriculum di quelli disponibili e trovo una persona con un anno più di me, laureato con 110/110 e lode che scrive promiscuo con la q. Complimenti. Lo fa anche pubblicando il tutto on-line, credo che sia per di più un ricercatore in quel di agraria, credo però. Smetto comunque di fare polemiche, ma quando uno ha poca voglia di scrivere come in questi giorni è la cosa più semplice da buttare giù. Me ne sono accorto da un po', provate e stupitevi. N'acqua tra lùj' e agosto è la fonte de l'oj'e del mosto. Bona notte

lunedì 12 febbraio 2007

Super Quark

Questa crostata agli agrumi del papà è davvero buona. Ha i pinoli appoggiati sopra la marmellata e un sapore vagamente amaro che me la farà rimpiagere dopo l'ultimo morso. Tra un pinolo e la pasta frolla inizio a sospettare che mi abbiano scambiato per Piero Angela, dopo il seminario scolastico mi toccherà anche una lezione sul fotovoltaico alla coldiretti. Credo nell'imminente, maledizione. Non mi sento pronto. So che sarò agitato, le relazioni di fronte ad un pubblico mi mettono ansia. La sera prima mi preparerò come succede sempre per quelli che sono i famosi primi giorni che tutti affrontano, quelli per cui si va a letto presto ripassando qualcosa tra le coperte. In genere troppo presto, non ci si addormenta e per di più capita di svegliarsi con anticipo. Ma forse questi ultimi dettagli dipendono più da me e dal mio difficile rapporto col sonno. Il primo giorno di scuola, gli esami di maturità, la laurea, il primo giorno del nuovo lavoro fino ad arrivare alla vigilia di un lungo viaggio. Succede sempre che la sera prima non si fa quasi niente, soprattutto se fuori piove un mondo freddo, ma più ancora se fa freddo e basta. Magari si mette un po' di musica. Mentre la mia crostata finisce me ne vado a preparare una camomilla e auguro a tutti di affrontare presto uno di quei giorni che richiedono una nottata agitata e qualche preparativo, una serata prima di un primo giorno. In fin dei conti ne vale sempre la pena

martedì 6 febbraio 2007

Teachers


Credo di vedere troppo poco mia sorella e mi riprometto di andare a cenare presto in quel bel paese ricco che è Foligno. Oggi ho pensato a lei, poi mi è arrivata una bella notizia proprio per lei, poi me la sono ritrovata davanti al mio nervoso ingresso in casa. Regali della vita. Infine vengo a sapere che dovrò fare un seminario in una scuola superiore, non pagato ovviamente, ma sono felice ugualmente. Così stasera voglio dedicare due strisce di Calvin ai precari della scuola come mia sorella e qualche sua amica, tutte così entusiaste per quello che fanno, sperando che le belle notizie continuino ad arrivare io vado a farmi un goccino di latte col rum.





martedì 30 gennaio 2007

Si è fatto tardi

Un pensiero alla vita del Pampa salvata dal santo patrono, nonostante tutto. Lo aspetto rimesso e in perfetta forma sulla fascia destra. Magari anche in panchina a farmi compagnia, intoneremo el pueblo unido e besame mucho accompagnati dalla chitarra di Vinti che ormai sarà costretto a leggere regolarmente queste pagine. Io vado a letto non prima di aver finito quest'ultimo pezzino di torcolo di San Costanzo,
bonne nuit

domenica 14 gennaio 2007

Minuetto

Ho cenato con Minuetto. Donna ancora più grande della canzone, se possibile. Ho pistato una cacca passeggiando col Meuri e ora che ho pulito le scarpe vado a letto, sogni d'oro a tutti, io canticchio un po' la canzone nel rispetto della regola di Bozzi che voglio far felice con pochi versi
E' un'incognita ogni sera mia
Un'attesa, pari a un'agonia. Troppe volte vorrei dirti no
E poi ti vedo e tanta forza non ce l'ho
Il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no
Le mani tue, strumenti su di me,
che dirigi da maestro esperto quale sei...

lunedì 8 gennaio 2007

Lunedì mattina

Un caffè e un fumetto aprono la prima settimana piena dopo un po' di tempo, allo studio c'è aria di cambiamenti e credo che per qualche giorno sarà un po' come un salto nel vuoto. L'ufficio ha iniziato a riorganizzarsi e ci allarghiamo al piano terra, una figura misteriosa si aggiungerà al gruppo e se convinco tutti mi faccio spostare di sotto. A me piacerebbe farmi mandare nell'ufficio dove c'è un torchio di legno, di quelli che venivano usati durante la vendemmia per la spremitura dell'uva. Porterò con me la macchinina a idrogeno e un paio di scaffali. In tutto ciò pare che finalmente i miei progetti sudamericani siano sistemati, ormai si tratta solo di aspettare le decisioni di Bruxelles. E io aspetterò, intanto il caffè è finito e torno alle mie scartoffie, ma prima accendo la radio. Spero di beccare una canzone da cantare per tutta la giornata. Buon risveglio a tutti

venerdì 29 dicembre 2006

tanto pe' parla'


Avrei dovuto preparare due impianti di riscaldamento per altrettanti appartamenti, avrei dovuto iniziare uno studio sul recupero di alcuni vecchi mulini ad acqua a scopo idroelettrico e abbinarci possibilmente un piccolo sistema a idrogeno, avrei dovuto scrivere una relazione del clima acustico di un'area ferroviaria per il master, avrei dovuto finire la traduzione in spagnolo per il Perù, sempre per il Perù avrei dovuto iniziare il progetto di un nuovo digestore anaerobico e relativo impianto, avrei dovuto continuare a studiare sul solito brevetto che devo consegnare quanto prima alla camera di commercio, avrei dovuto documentarmi sul recupero di tre cave dismesse e avrei dovuto anche decidermi sul nuovo libro da cominciare a leggere. In certi casi è meglio chiudere gli occhi e senza che nessuno se ne accorga uscire di casa a passeggiare. Adesso ho un vago senso di colpa che mi accompagna nella scrittura, in compenso ho fatto shopping e ho bevuto una tisana orientale disgustosa. La tisana mi ha fatto passare il mal di testa. Sorseggiando quella bevanda rossiccia e davvero troppo aromatizzata, ho capito che devo concedermi una vacanza quanto prima. Mi piacerebbe un posto caldo dove camminare con un paio di ciabattine ai piedi, se mi va, forse suonare darbuka e magari aggiungere un canto da strada e un ballo, sempre da strada ovviamente. Sarebbe bello poi aggiungere quelle serate in cerca di un ristorantino sconosciuto dove si paga poco e il cuoco, che in certi posti è anche il padrone, passa a salutarti al tavolo. Ti consiglia il piatto del giorno mentre ammicca alle due straniere sedute al tavolo accanto. Quelle che sono sempre bionde e scollacciate, dato il caldo che fa. Il simpatico lo fa ovviamente più con loro, e tu sorridi. Aggiungerei una spiaggia dove all'ora di pranzo vado a rifugiarmi all'ombra sorseggiando la birra più insipida del mondo e la mia incapacità di spalmare la crema solare. Per fortuna che la mia pelle rifiuta l'abbronzatura. Forse Lisbona potrebbe essere una bella idea. Mentre medito sulla vacanza da organizzare per la primavera voglio ricordare al mondo che ieri due donne meravigliose sono tornate dal continente africano, Giulia e Cecilia, Capo Verde e Malawi. Le esperienze sono state di natura diversa, ma la birra chiara del Kandinsky ha riassunto tutto in un'unica soluzione, appena appena alcolica. Stasera torno proprio al Kandinsky, arriverò prima che finisca l'ora felice, intanto rimango in attesa delle foto di ieri sera, quelle in cui baciavo tutti e tutte.

lunedì 25 dicembre 2006

Striscia di Natale

Il racconto natalizio di Giovi non m'è arrivato, nell'attesa di poterlo leggere lascio tutti in compagnia di Calvin, come al solito se non dovesse leggersi bene basta cliccare sopra l'immagine per ingrandirla. Leggete tutti la storia di Garrincha qua sotto, intanto vado a farmi bello sotto la doccia...un abbraccio al mondo